L’Igea Sant’Antimo centra a Trapani il primo blitz esterno stagionale, e risponde nel migliore dei modi all’emergenza che si era aperta dopo l’infortunio a Domus Dalfini. Coach Ponticiello rende giustamente merito all’impresa dei suoi ragazzi:
“Abbiamo raccolto due punti di platino, centrato un successo che testimonia l’enorme voglia di fare di questo gruppo. Delle cinque partite esterne giocate sinora, quella di Trapani era sicuramente quella più dura. Difficile per la forza dell’avversario, ma anche per le condizioni in cui eravamo arrivati in Sicilia: senza Dalfini, con Cardillo con 38 di febbre, Gatti e Corral ancora alle prese con i postumi dell’influenza che li aveva colpiti in settimana. Ma, grazie alla perfetta esecuzione di ogni singolo dettaglio del piano partita, ed alla verve che contraddistingue questo gruppo, siamo riusciti ad imporre i nostri ritmi, a giocare un match offensivamente intelligente, a tenere a solo 70 punti una squadra del valore di Trapani, e quindi a portare a casa due punti che valgono doppio. Credo di interpretare il pensiero di tutti dedicando questo successo al nostro capitano, nella speranza che presto Domus sia in campo”.
Chiediamo al tecnico napoletano se condivida l’idea che, in un confronto dominato dalle difese, a fare la differenza sia stata la capacità di esecuzione a metacampo di Sant’Antimo, soprattutto negli ultimi due quarti, e determinante l’apporto di uno stellare Simone Gatti:
“Non c’è dubbio sul fatto che sia noi che Trapani avessimo fatto un grosso investimento sulla componente difensiva, lo stesso parziale di 12 a 9 a nostro favore di fine 1° quarto va letto in tal senso. Se avessimo contrapposto a questo andamento del match iniziative estemporanee e individualismo avremmo sicuramente perso, il nostro merito principale è stato quello di giocare invece con l’idea di fare “un passaggio in più”, di contrapporre alla pressione difensiva il gioco senza palla. Simone Gatti è dalla scorsa stagione un punto di riferimento importante, ed in questo primo scorcio di stagione ha aggiunto la dote della continuità, di farsi trovare sempre pronto. Ma il successo a Trapani non è solo figlio dei suoi 24 punti, altrettanto decisivo è stato il lavoro difensivo, quello di coloro che non hanno messo a referto neanche un punto, e così pure quello dello stesso Gatti, costretto a giocare una decina di minuti anche da #5. Di enorme peso sull’esito del match è stato anche quella parte di gioco che nessuna statistica mai rileverà: saper aprire o chiudere una sponda sul pick & roll, tenere in ritmo un gioco attraverso un passaggio di tocco o uno smarcamento”.
Ufficio Stampa Igea Sant’Antimo
lunedì 1 dicembre 2008
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