lunedì 27 ottobre 2008

Il post partita di Coach Ponticiello.

Dopo il canestro di Pilotti a fil di sirena che ha fruttato la vittoria di Latina a Sant’Antimo, gelando un pubblico e una squadra attoniti, coach Ponticiello fa una disamina dell’amara sconfitta.
“Perdere dopo una partita condotta quasi ininterrottamente dall’inizio del secondo quarto, dopo che si è stati avanti anche di 17 punti e si è riusciti ad esorcizzare con una prestazione di grande vitalità il ricordo dell’orribile match di Ostuni, fa veramente rabbia. Ma il basket è anche questo e non serve a nulla recriminare, bisogna piuttosto fare i complimenti a Latina ed in particolare a Pilotti, che ha avuto la personalità di far canestro a fil di sirena. Nello sport parole come fortuna o sfortuna non hanno alcun significato, non è casuale che Latina abbia avuto la forza d’animo per rientrare in modo paziente dal -17 del terzo quarto, ci deve far riflettere come avessimo costruito quel vantaggio con un lavoro difensivo che aveva ipnotizzato l’attacco pontino e che in seguito abbiamo concesso a Muro e soci di segnare 21 punti negli ultimi 10 minuti, una cosa che ci ha condannati ad un finale punto a punto che ha consentito ai nostri avversari di far pesare la loro freddezza. Il resto sono solo chiacchiere”.

E’ preoccupato coach Ponticiello di questo avvio di campionato in cui la sua squadra semba quasi di aver timore di vincere?
“Abbiamo gli stessi punti della scorsa stagione alla quarta giornata ed affrontato un calendario altrettanto difficile, o forse ancor di più, per giunta con il peso di infortuni pesanti come quelli a Cardillo e Gatti. Se l’anno scorso abbiamo avuto la forza di invertire immediatamemte la rotta, anche ora possiamo riuscirci, le condizioni ci sono tutte, ma è indispensabile tornare a giocare, anzi a pensare in un certo modo, con la medesima umiltà e spirito combattivo mostrato 12 mesi fa e dal 2004 ad oggi. Sapevamo che rinunciare a certi giocatori, e non certo per nostra scelta, fosse una cosa tutt’altro che indolore, ma a conti fatti quello che viene fuori dal match con Latina e dalle due trasferte perse è una cosa ben diversa dalle potenzialità astratte dell’organico, dalla sua caratura tecnica. Se una squadra riesce a mettere perentoriamente sotto nel punteggio compagini come Ferentino o Latina e poi, grazie ad una condotta tecnica lineare, vince nel primo caso, ed invece, per colpa di un imperdonabile calo di intensità difensiva e di linearità delle scelte offensive, perde nel secondo, allora il problema è tutto nella testa. C’è un interruttore che in alcune situazioni, il finale di terzo quarto a Barcellona, il secondo quarto ad Ostuni, gli ultimi 10’ con Latina, inesorabilmente si spegne. Dobbiamo assolutamente evitare che ciò si ripeta, serve maggiore umiltà e la consapevolezza del fatto che sia necessario giocare per tutti i 40’ a livelli di grande intensità e con maggiore lucidità”.

Ufficio Stampa Igea Sant’Antimo

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