L’Igea Sant’Antimo non riesce a scrollarsi di dosso le scorie prodotte dal beffardo finale di regular season e, complice pure l’infortunio che dopo soli 3’ mette fuori gioco Marco Cardillo, cede alla verve di Fossombrone. Troppo contratta Sant’Antimo, imbambolata nei primi 10’, con giocatori evidentemente fuori partita, un precario stato mentale che non riesce in nessun modo ad esorcizzare. Risultano decisivi nell’esito del confronto i due strappi operati dalla compagine marchigiana in momenti topici, quello di fine 1° quarto(17 – 25), e quello di fine terzo quarto(47 – 59). Quest’ultimo vanifica il positivo controbreak che il team di coach Ponticiello aveva operato dopo l’intervallo, 40 a 42 al 25esimo e poi micidiale parziale di 17 a 7 di fine quarto per i marchigiani, risultando decisivo. Infatti non sortisce effetti per Sant’Antimo neppure la forza della disperazione che ad una manciata di secondi dalla fine, complice il canestro da 3 punti di Vico, riporta i napoletani al – 2, che sembra riaprire i giochi. La freddezza ai tiri liberi di Rivali chiude invece i giochi e manda tutti a gara 2.
“Purtroppo il match ha seguito un copione, frequente in questa fase della stagione, persino prevedibile nella sua contorta dinamica: la squadra che ha avuto meno tempo per abituarsi all’idea di affrontare i playout, che ha vissuto lo shock di passare in un amen dal 5° al 10° posto, gioca una partita bloccata, quasi ipnotizzata dall’ansia, e l’avversario ne approfitta – dichiara a fine partita coach Ponticiello - Bisognava rompere questo copione, essere più duri, dimostrarsi capaci di aggredire la pressione invece che subirla. Ma l’uscita di scena di Cardillo ci ha scaricato addosso ulteriore ansia, ci ha privato di uno dei nostri principali punti di riferimento, di un giocatore in grado di incidere sul nostro fatturato tecnico, sia con iniziative tecniche che per le salutari scosse emotive per i compagni che è in grado di produrre. La forzata rinuncia a Cardillo ha maledettamente inciso sull’esito di gara 1, sia in forma diretta che indiretta. L’impatto offensivo di Crow, sicuramente l’uomo partita di Fossombrone, quello che ha prodotto il 1° break a favore dei marchigiani, va letto anche con riferimento all’uscita dal campo, e dopo solo 3’, di Cardillo. In generale abbiamo consentito ai marchigiani delle percentuali al tiro quasi irreali, 17/25 da due, pari al 68%, addirittura il 62% da 3 punti, 8/13. Per un totale dal campo di 25/38 ed una percentuale complessiva del 66%. Numeri che legittimano il successo di Bartoli, ma che sono anche la misura dei nostri errori, sia in termini di scarsa energia che di erronea applicazione delle nostre regole difensive”.
Il tecnico dell’Igea rivolge il suo sguardo anche oltre gli scenari di gara 1, verso il match di giovedì prossimo a Fossombrone ed il prosieguo della serie. Lo fa con attenzione particolare alle dinamiche mentali con cui la sua squadra deve confrontarsi e con l’intento manifesto di fornire chiavi di uscita da una situazione che considera recuperabile:
“La serie è ancora lunga e si può rimediare al negativo avvio, è però necessario capovolgere di 360° lo scenario, soprattutto sotto il profilo mentale. Può sembrare paradossale, ma il fatto che Fossombrone sia sull’ 1 a 0 può aiutarci a rimescolare equilibri, che al momento non ci sono favorevoli. Abbiamo l’occasione di uscire dalla sindrome di accerchiamento che improvvidamente ci ha preso, di tornare a giocare con aggressività, lontani da paure e timori. Dobbiamo da giovedì tornare ad essere la squadra intensa ed organizzata che siamo stati da ottobre, è l’unico elemento che ci può consentire di pareggiare la serie. È dal precampionato che su questra squadra viene giù di tutto, da alcuni inverosimili finali di partita all’incredibile serie di problemi fisici, incluso l’ultimo a Cardillo, che non sappiamo ancora se e quando recupereremo. Abbiamo sempre reagito in modo repentino ed energetico, dovremo farlo ancora una volta. A Fossombrone siamo chiamati a rispondere con forza e raziocinio. Abbiamo la possibilità di farlo, dobbiamo farlo”.
Ufficio Stampa Igea Sant’Antimo
lunedì 20 aprile 2009
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