lunedì 27 aprile 2009

COMUNICATO STAMPA IGEA S.ANTIMO

L’Igea Sant’Antimo stigmatizza la grave speculazione ai suoi danni messa in atto dalla società Basket Fossombrone. Ritiene grave ed irresponsabile che una società, in contrasto con la normativa federale che tutela l’immagine e l’onorabilità di tesserati e società, strumentalizzi con un comunicato ufficiale delle vicende che meriterebbero diversa prudenza e migliore senso di responsabilità. È gravissima la circostanza che buona parte delle accuse, che con superficialità vengono rivolte a questa società, non siano confortate da prove oggettive, e come siano in conflitto evidente con la realtà.

A tale riguardo si precisa che:

a) Il Basket Fossombrone ha trovato accoglienza presso il Centro Sportivo Sant’Antimo, già dalla serata di sabato. Ha alloggiato presso l’Hotel Olimpia, interno al centro, è stata messa nelle condizioni di svolgere, in assoluta regolarità, tutte le fasi che hanno preceduto e fatto seguito alla partita, compreso l’allenamento mattutino presso il lo stesso centro sportivo, segno, questo, di ospitalità e buona educazione, e, ovviamente, la disputa della gara stessa. Sono pertanto prive di fondamento le gravissime insinuazioni a cui, senza portare la conferma di una minima prova, il Basket Fossombrone si lascia andare;
b) Che l’Igea Sant’Antimo sia stata sanzionata con delle multe, e nel caso specifico con la squalifica del campo di gioco, non autorizza nessuno, men che meno il Basket Fossombrone, ad adoperare a propri fini tali vicende. Piuttosto che avere la pretesa di impartire lezioni di sportività, di lanciarsi goffamente in polemiche di basso profilo e travalicare i suoi compiti istituzionali, il Basket Fossombrone farebbe bene a spiegare come sia stato possibile attendere invano, oramai da oltre un anno, una sua sola nota di biasimo per l’intollerabile coreografia razzista di cui si resero protagonisti nella scorsa stagione i suoi tifosi in occasione del confronto casalingo del marzo 2008. Prima di lanciarsi in polemiche pretestuose, i dirigenti marchigiani avrebbero dovuto avere il buonsenso di prendere pubblicamente le distanze da quel vergognoso episodio;
c) Appare veramente irresponsabile la leggerezza con cui si descrivono vicende che solo la poca sportività può interpretare in modo tanto distorto e fuorviante, che si usino parole come pietre. Far dipendere da fattori extracestistici il perentorio parziale di 45 a 13 con cui Sant’Antimo negli ultimi 20’ di gara ha ribaltato l’esito del confronto, trasformare in una fantasiosa prova del “buonsenso di sottrarsi alla caccia all’uomo perpretata ai suoi danni”, i pochi scampoli che, a partita oramai ampiamente in archivio, il tecnico ospite ha lasciato ai giovani della panchina, tutto ciò non fa onore alla società marchigiana. Il risibile tentativo di trasformare in una occasione polemica un confronto deciso con ben 22 punti di scarto, risulta essere solo un penoso espediente per creare un clima velenoso e pericoloso per gara 4. E non sono da meno i riferimenti all’assenza di riprese televisive, circostanza non dipendente dalla volontà dell’Igea Sant’Antimo, bensì da problemi tecnici dell’emittente televisiva che ne cura l’effettuazione, circostanza di cui comunque i dirigenti marchigiani erano stati regolarmente informati nel prepartita, e così pure l’assenza di forze dell’ordine. Fattore questo non certo imputabile a questa società, che da regolamento aveva fatto regolare richiesta all’ autorità competente. Era comunque presente all’interno della struttura, ed ai margini del campo di gioco, il normale servizio d’ordine predisposto dall’Igea Sant’Antimo per tutte le gare casalinghe;
d) Stupisce che l’ ufficio stampa di Fossombrone, tanto solerte quest’oggi, abbia omesso di ricordare la vile aggressione di cui è stato fatto oggetto in terra marchigiana uno dei due dirigenti di Sant’Antimo presenti giovedì a Fossombrone. Un episodio oltretutto perpretato alla fine di un confronto che aveva avuto una conclusione inequivocabile, che le immagini televisive illustrano meglio di ogni parola: con il canestro convalidato irregolarmente oltre la durata dell’azione conclusiva della gara, oltre il secondo e nove decimi che avrebbe dovuto concludere il match. Ancora una volta, duole ribadire il concetto, dietro il gratuito sfoggio di iperbole e vittimismo, la società marchigiana dimentica di guardare in casa propria, ed ha pure la pretesa di ergersi a paladino di una malintesa superiorità, di dichiararsi vittima.

Igea Sant'Antimo

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