Turno casalingo per l’Igea Sant’Antimo. Dopo la trasferta di Latina, sfortunata nell’esito finale maturato solo nei frangenti finali, ed anche grazie al notevole handicap della contemporanea rinuncia a Gatti e Di Capua, i biancorossi si tuffano domenica sera nelle insidie del confronto con la Bartoli Dondup Fossombrone di coach Riccardo Paolini.
“Con il recupero di Dalfini e quello prossimo di Gatti siamo entrati nella seconda fase dell’emergenza, quella più delicata sotto un profilo strettamente mentale – dichiara all’immediata vigilia del confronto con la Bartoli Dondup Fossombrone coach Francesco Ponticiello – Adesso vanno riacquisiti gli equilibri destabilizzati da due mesi travagliatissimi, ci attende un periodo in cui va combattuta l’inconsapevole tendenza a tirare il fiato. Sintetizzando, bisogna passare dalla straordinarietà dei mesi di dicembre e gennaio, al saper affrontare la normalità con straordinaria intensità. Ma siamo una squadra che ha dato dimostrazione di essere supportata, oltre che da valori tecnici, da una fortissima motivazione, e ciò mi fa essere ottimista. L’importante è che i ragazzi siano perfettamente consapevoli di come non si debba abbassare la guardia, anzi acquisire ulteriore durezza mentale, più disciplina tattica, amplificare l’umiltà d’approccio”.
Quello con Gattoni e soci sarà un confronto con evidenti risvolti nella lotta per i playoff. Una corsa che interessa sia Sant’Antimo, al momento settima a quota 16 punti, che Fossombrone, attardata di soli due punti rispetto all’Igea, e vincitrice all’andata per 78 a 73. L’analisi di Ponticiello si sofferma proprio sull’importanza del confronto e sulle caratteristiche dell’avversario:
“Sono in palio punti veramente pesanti, con una iperbole si potrebbe dire che quelli da dividersi non siano solo 2, bensì 4: i 2 punti che vengono acquisiti dal vincitore, più i 2 sottratti all’avversario, considerando pure la differenza canestri, i punti in ballo arrivano addirittura a 6. Fossombrone è una buona squadra, costruita sull’equilibrio tra la gioventù dei vari Poletti, Rivali, Bartolucci, Crow, etc, e l’esperienza del trio Gattoni, Perini, Doati. I marchigiani sanno alternare la pericolosità perimetrale con quella interna, modulare i ritmi, incidere sia con un attacco prolifico, che con la difesa, che spesso propone stimoli tattici che dovremo essere bravi ad interpretare e punire”.
Uffico Stampa Igea Sant’Antimo
domenica 8 febbraio 2009
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