L’Igea Sant’Antimo batte sul campo neutro di Ariano Irpino la Bartoli Fossombrone e riesce nell’impresa di ribaltare una serie di playout che l’aveva vista in svantaggio per 0 a 2. Finisce 69 a 68 per i biancorossi, ma per vincere la decisiva gara 5 la Ponticiello’s band ha dovuto sconfiggere un avversario, Fossombrone, che ha avuto il grande merito di non arrendersi mai. La partita è stata una estenuante guerra di nervi, un autentico ottovolante di emozioni, in cui si sono alternati stati d’animo opposti, ma sempre accomunati dalla percezione che a far la differenza in campo sarebbe stata la capacità delle squadre di padroneggiare paure e tensioni. Alla fine vince Sant’Antimo per la maggiore capacità di imprimere al confronto nette e significative sferzate, dapprima quella che a metà del 2° quarto l’ha portata al massimo vantaggio, il 29 a 20 che sembrava preludere ad un monologo del tipo di quello sciorinato in gara 3, in seguito quella di avvio del 3° quarto e che aveva portato Dalfini e soci fino al 64 a 56 che sembrava aver chiuso i conti. Ma in entrambi i casi Fossombrone non ha per niente mollato la presa, ribaltando a fine 2° quarto la situazione(31 – 36), per poi andare molto vicina ad un clamoroso recupero anche nel finale di partita, quando, soprattutto per merito di Rivali, autore di solo 2 triple nelle precedenti 28 partite stagionali, ma addirittura 3 consecutivi centri da 3 punti negli ultimi 120” di gara 5, recuperava quasi tutto lo svantaggio ed aveva a fil di sirena l’occasione, con Doati, di scoccare il tiro del successo.
“Ribaltare la serie da uno 0 – 2, che, soprattutto a livello emotivo, poteva rappresentare un coperchio tombale sulle nostre motivazioni, è stata un’autentica impresa – dichiara a fine partita coach Ponticiello – non vorrei sbagliarmi, ma credo che in Italia ci sia un solo precedente analogo, quello che riuscì alla Benetton Treviso di Ettore Messina nei playoff del 2003. Anche allora Reggio vinceva 2 a 0, ma poi Treviso riuscì a ribaltare a suo favore la serie e chiudere per 3 a 2; ma Treviso era una squadra che aveva dominato la regular season, che in seguito vinse lo scudetto, arrivò sino alla finalissima di Eurolega. Noi invece venivamo dall’atroce beffa dell’ esclusione per classifica avulsa dai playoff. Non era quindi per niente facile ribaltare questo 0 – 2, non era scontato che una squadra giovanissima sapesse reagire allo shock di una esclusione dai playoff maturata per due immeritate sconfitte all’overtime, è stato durissimo fronteggiare la ciclopica serie di accidenti fisici che dallo scorso settembre hanno attraversato, anzi devastato, la nostra stagione. Il nostro stato d’animo al momento è paragonabile a quello del capitano Willard in Apocalypse Now alla fine del suo viaggio, quando dopo aver attraversato tutto il fiume Nung, aver percorso a ritroso tutta la Cambogia, finalmente poteva guardare negli occhi Kurtz, ed attraverso questi dare un senso al suo viaggio”.
Il tecnico partenopeo rende doverosamente merito ai suoi giocatori e così pure all’avversario, nonchè agli arbitri delle 5 partite della serie:
“Sono orgoglioso dei miei giocatori, lo sono sempre stato, anche dopo sconfitte brucianti come quelle casalinghe con Potenza e Siena. Ci siamo trovati a vivere una situazione frustrante, senza che da parte nostra ci fosse la minima colpa, coinvolti in polemiche che non ci riguardavano. Malgrado i nostri sforzi, siamo stati considerati come abusivi in zona playoff e poi esclusi per nostre colpe, ma anche per circostanze irripetibili e sfortunate; credo che a questi ragazzi debba essere dato il pieno merito di aver sempre onorato la maglia che indossavano. Così pure credo che vada dato atto a Riccardo Paolini ed ai suoi ragazzi di aver combattutto strenuamente, di averci reso la vita difficilissima ed essere stati un avversario duro e corretto. Meritano tutto il nostro rispetto ed a loro così come a Matera va un grosso in bocca al lupo per la seconda serie. Un ultimo pensiero lo dedico ai dieci arbitri che hanno diretto le combattutissime partite della serie, va dato atto a tutti, anche e soprattutto a quelli che hanno dovuto fronteggiare la delicata situazione che si era determinata sul finale di gara 2, di aver sempre agito nella totale onestà mentale e grande professionalità. Dal loro grande senso di responsabilità tutti dovremmo ricavare utili insegnamenti”.
Ufficio Stampa Igea Sant’Antimo
martedì 5 maggio 2009
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