lunedì 28 aprile 2008

Il post-partita di Ponticiello.

Le dichiarazioni a caldo, rilasciate immediatamente dopo la conclusione di gara 1 dei quarti di playoff da parte di coach Ponticiello, partono dalla ricostruzione delle fasi salienti della partita, ed ancor di più si concentrano sulle particolari condizioni fisiche ed emotive con cui l’Igea si è dovuta confrontare:

“Abbiamo avuto un impatto emotivo tutt’altro che positivo, i ragazzi sentivano troppo il confronto e forse era il dazio che una squadra giovane non poteva che pagare. I 12 tiri liberi sbagliati, pur non spiegando meccanicamente la sconfitta, testimoniano questo aspetto. La debordante ansia si è tradotta pure in scelte offensive, soprattutto ad inizio gara, non sempre all’altezza della situazione, in una palpabile difficoltà ad essere continui, in grado di giocare la nostra consueta pallacanestro”.

Il coach biancorosso analizza in modo dettagliato la dinamica del confronto, di una partita che è stata tutta una sequenza di strappi, ora dell’una ora dell’altra squadra, ma che i siciliani hanno saputo controllare meglio e di riflesso vincere:

“La partita l’abbiamo persa soprattutto nella parte centrale, nel secondo e nel terzo quarto, quando è venuto fuori un altro aspetto, più strettamente tecnico, ovverosia la difficoltà a fronteggiare la forza del pacchetto degli interni trapanesi. Con un Dalfini di nuovo pesantemente penalizzato da un problema muscolare, che si è ripresentato subdolamente ad inizio settimana, in campo solo per la sua voglia di dare un contributo, era quasi scontato che dovessimo soffrire e la cosa si è puntualmente avverata: in condizioni normali sarebbe già stato difficile fronteggiare il peso, i centimetri di un pacchetto lunghi tanto forte e completo, impensabile che ciò non avvenisse in una situazione in cui eravamo impossibilitati a sfruttare le capacità di 1vs1 frontale, di anticipo e di scelta di tempo a rimbalzo di Dalfini. Lo scarto di 12 rimbalzi a favore di Trapani ed i quasi 40 punti dell’accoppiata Camata –Grappasonni, giunti soprattutto nella fase centrale del match, hanno vanificato lo scarto di undici recuperi palla in più della nostra difesa. Il 48 a 62 con cui abbiamo iniziato l’ultimo quarto era a quel punto un fardello troppo pesante da recuperare. Eppure ce l’abbiamo quasi fatta”.

Ponticiello guarda già a gara 2, in programma a Trapani giovedì prossimo, e lo fa utilizzando tutto quanto l’Igea è stata capace di fare proprio negli ultimi 10’, andando vicinissimo ad un successo che avrebbe avuto le caratteristiche di un autentica impresa:

“Quello di giovedì prossimo sarà un incontro secco, possiamo allungare la serie solo vincendo. La voglia mostrata nell’ultimo quarto, la capacità di non arrendersi, come, seppure in condizioni fisiche tanto menomate e nell’ambito di un confronto in cui non siamo riusciti a giocare appieno la nostra pallacanestro, siamo comunque stati capaci di portare il match dal – 14 al -3 degli ultimi 10 secondi, è un segnale importante, qualcosa che va assolutamente enfatizzato in vista di gara 2. Il dazio emotivo lo abbiamo oramai pagato, dovremo invece essere capaci di fare del recupero degli ultimi 10 minuti il punto di partenza per allungare la serie. Gara 1 ha dimostrato la forza dell’avversario, un dato di cui eravamo comunque tutti consapevoli, ma anche, e la cosa era assai meno scontata, come esista equilibrio. Trapani è riuscita, con grande merito, a vincere gara 1, ha fatto dell’esperienza dei suoi uomini migliori, della capacità di sfruttare le nostre difficoltà fisiche e della sua maggiore fisicità, i fattori partita. Ci sentiamo però ancora in gioco, la serie è aperta, e non abbiamo nessuna intenzione di mollare la presa. Gara 1 dice che Trapani ha vinto, che è sull’ 1 a 0, ma anche che siamo ancora vivi e che ci crediamo”.

Ufficio Stampa Igea Sant’Antimo

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